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Maiori

La bella costa, tutta strapiombi e turrite sporgenze, che da Salerno si stende fin oltre Positano, dopo Capo d'Orso, si apre in una larga spiaggia per accogliere la ridente cittadina di Maiori, così celebre per il panorama seducente della sua marina, molto più per le memorie religiose e la sua storia che, con Amalfi, ricorda le imprese gloriose dei Crociati.

Nascita, battesimo e infanzia

In questo incantevole nido, l'anno 1670, da Filippo Riccio e da Caterina D'Amato, nasceva un bimbo che con la sua santità doveva tanto illustrare la Provincia Minoritica di Principato. Rigenerato al sacro fonte della Collegiata dal canonico primicerio Don Antonio De Grado, il 10 maggio, ebbe il nome augurale di un gran Santo: Gaetano. Nulla ci è tramandato delle prime attitudini spirituali della sua prima età. Non sempre la fanciullezza dei Santi presenta dei segni straordinari. Molte volte essa non offre alcunchè di eccezionale neppure allo sguardo attento della madre, che veglia sulla loro culla e poi sui loro primi passi. E' proprio quello che si può dire della prima età del nostro Servo di Dio.

Tuttavia noi la supponiamo trascorsa nella vasta e leggiadra Collegiata, davanti a Gesù nascosto nel candore di un'Ostia, ai piedi della vetusta immagine della Vergine, venuta a Maiori miracolosamente sul lido del mare.

 

Sulle orme di S. Francesco

Maiori vanta il primo convento della famiglia francescana dell'Osservanza in Italia. Fondato nel 1405 a pochi metri dalla spiaggia, incendiato dai Turchi nel 1435, la tradizione lo dice riedificato da S. Bernardino da Siena l'anno 1436. Si narra anche che, in un periodo di grande siccità il Santo senese, venendo da Altavilla, fece sgorgare dalla rupe brulla dell'orto del convento una sorgente d'acqua, che ancora oggi disseta i frati e i viandanti dell'arsa strada amalfitana. Una lapide marmorea ricorda il prodigioso avvenimento:

" Arida iam fuerat rupes nunc rivulus ad Bernardini vota precesque fluit".

(Dalla rupe, che già era stata arida, fluisce un rivolo d'acqua per i voti e le preghiere di Bernardino)

 

Il nostro Gaetano, come aprì la sua anima alla virtù all'ombra del Santuario di S. Maria a Mare, così maturò la sua vocazione religiosa presso il convento francescano. Egli non poteva rimanere indifferente quando vedeva i Frati Minori, modesti e umili, domandare l'elemosina per amore di Dio, trattenersi affabilmente con i poveri e i sofferenti, o salire verso la Collegiata per parlare al popolo "dei vizi e della virtù, della pena e della gloria". Pregava spesso nella loro luminosa chiesa, dedicata al Padre Serafico, impreziosita di quadri quattrocenteschi che glorificano la santità francescana. Anzi un giorno osò varcare la soglia del convento, osservò la serena letizia che irradiava dovunque Madonna Povertà con la sua sorella Umiltà, sentì la preghiera che veniva dal coro e la parola paterna di qualche frate venerando: quella vita era la risposta che le sue sante aspirazioni aspettavano da tempo.

Manifestò allora il proposito di essere anch'egli un povero ed umile frate minore.